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Valutazione pazienti trattati con protesi di gomito utilizzando il “Lateral Anconeus – Triceos – Flap Approach”

Dati generali del progetto

Titolo completo del progetto

Valutazione pazienti trattati con protesi di gomito utilizzando il “Lateral Anconeus – Triceos – Flap Approach” Responsabile/Direttore di ricerca

Prof. Luigi Celli


Abstract del progetto

Nelle tendinopatie dei muscoli epicondiloidei, i sintomi sono dominati dal dolore, mentre nelle tendinopatie bicipitali e tricipitali, l’insorgenza è normalmente improvvisa con rottura o, spesso, avulsione del tendine, responsabile di un deficit motorio. L’indicazione chirurgica è quasi sistematica nelle rotture del bicipite o del tricipite, mentre deve essere prudente e selettiva nelle epicondilalgie. Il trattamento chirurgico dell’“epicondilite” interessa innanzitutto la zona patologica del tendine. Deve anche prendere in considerazione un’eventuale compressione nervosa associata, che si tratti del ramo profondo del nervo radiale lateralmente o del nervo ulnare medialmente. Per le rotture diagnosticate precocemente, il trattamento chirurgico si basa sulla reinserzione del tendine in posizione anatomica, che offre risultati affidabili. In pratica, ci si può trovare di fronte a lesioni legamentose del gomito in due situazioni: in un contesto acuto di lussazione, eventualmente associato a lesioni ossee, o in presenza di un’instabilità cronica. Dopo una lussazione del gomito, un’instabilità post-riabilitativa rilevante può giustificare una riparazione o persino una ricostruzione del legamento collaterale laterale. Nelle fratture-lussazioni, la prima fase del trattamento consiste nella riparazione delle lesioni ossee, che non verrà affrontata nell’ambito di questo capitolo, poi del legamento collaterale laterale. Un’instabilità cronica è spesso in relazione con un’insufficienza del complesso del legamento laterale e necessita una ricostruzione tramite legamentoplastica del suo fascio posteriore. Le instabilità croniche in valgo, per insufficienza del legamento collaterale mediale, sono rare, salvo per chi pratica gli sport di lancio.

Il progetto consiste nella valutazione nel breve, medio e lungo periodo di 121 pazienti che hanno subito un intervento chirurgico con questa metodica



Team di ricerca
Cognome Nome Qualifica
CELLI Luigi Chirurgo Ortopedico
CELLI Andrea Chirurgo Ortopedico


CV del Direttore di ricerca

Luigi Celli

Laurea:

Laurea In Medicina E Chirurgia Universita’ Degli Studi Di Roma

Post-Laurea:

Scuola Di Specializzazione In Ortopedia e Traumatologia,

Scuola Di Specializzazione In Chirurgia Della Mano,

Scuola Di Specializzazione In Fisiatria

Carriera Professionale

Universita’: Assistente Alla Cattedra Di Ortopedia, Professore Associato In Clinica Ortopedica, Professore Straordinario Clinica Ortopedica, Professore Ordinario Clinica Ortopedica

Ospedale: Assistente Alla Cattedra Di Ortopedia, Aiuto Sezione Di Ortopedia E Traumatologia, Primario Clinica Ortopedica Di Modena

Posizione Attuale

Universita’: Coordinatore Della Clinica Ortopedica E Traumatologica Dipartimento Ad Attivita’ Integrata Di Patologie Dell’apparato Locomotore Direttore Clinica Ortopedica E Traumatologica - Universita’ Degli Studi Di Modena E Reggio Emilia

Ospedale: Direttore Unita’ Operativa Di Ortopedia E Traumatologia – Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Di Modena

Pubblicazioni più recenti

1.“PARALYTIC SHOULDER IN ADULTS” Surgical Techniques in Orthopaedics and Traumatology, Elsevier 2001 55-210-b-10

2.“SINDROMI COMPARTIMENTALI” Giornale Italiano di Ortopedia e Traumatologia Ottobre 2001 suppl 1 Pag 274-278

3.“BIOMATERIAL APPLICATIONS-ELBOW PROSTHESIS” Integrated Biomaterials science edited by Kluwer academic/Plenum Publishers 2002

4.“BIOMATERIAL APPLICATIONS-SHOULDER PROSTHESIS” Integrated Biomaterials science edited by Kluwer academic/Plenum Publishers 2002

5.“LA PATOLOGIA COMPRESSIVA DEL NERVO SOPRASCAPOLARE diagnosi e trattamento” Giornale Italiano di Ortopedia e Traumatologia Ottobre 2002 suppl.1 Pag 657-661

6.“LA PATOLOGIA DEGENERATIVA DELLA GLENO-OMERALE PRIMITIVA E DA ROTTURA DELLA CUFFIA DEI ROTATORI:Certezze e Limiti” Giornale Italiano di Ortopedia e Traumatologia Ottobre 2002 - suppl.1 Pag 485-491

7.“LUSSAZIONI DI GOMITO E FRATTURE DEL CAPITELLO RADIALE” Giornale italiano di ortopedia e traumatologia vol.XXIX Pag 36-54 ottobre 2003

8.“LE LUSSAZIONI COMPLESSE DI GOMITO” Archivio di Ortopedia e Reumatologia Pag 29-36 Springer 2004(Celli )

9.“FRATTURE COMPLESSE DELL’AVAMBRACCIO: CLASSIFICAZIONE E SCELTA DEL TRATTAMENTO” Aggiornamenti CIO Trauma Update 2005 Springer 11 suppl.1 pag 112-115 10.“FRATTURE DI GOMITO TRATTATE CON LA PROTESI COONRAD-MORREY” Aggiornamenti CIO Trauma Update 2005 Springer 11 suppl.1 pag 116-119

11.“IL TRANSFER DI GRAN ROTONDO NELLE LESIONI IRREPARABILI DELLA CUFFIA DEI ROTATORI” Chirurgia degli organi di movimento”LXXXIX 2005 pag 105 11212.“LE FRATTURE DELL’ESTREMO DISTALE DELL’OMERO” Lo Scalpello Springer volume 20 N.1 Aprile 2006 pag 45-50

13.“LE FRATTURE DEL GOMITO E DEL POLSO” in osteoporosi ;le nuove prospettive in ortopedia e traumatologia Springer 2006 De Nicola Editor pag 147-163

14.“THE ELBOW PROSTHESIS: SURGICAL TECHNIQUES AND RESULTS GIOT 2007 (Suppl 1);s144-150

15. “TREATMENT OF ELBOW LESIONS: NEW ASPECTS IN DIAGNOSIS AND SURGICAL TECHNIQUES” BOOK Celli, Morrey Editors, Springer 2007

16.“ANATOMY AND BIOMECHANICS OF THE ELBOW” Chapter 1 in treatment of the elbow lesions pag 1-13 Springer 2007 ed Celli

17.“ELBOW SURGICAL APPROACHES” Chapter 4 in treatment of the elbow lesions pag 39-60 Springer 2007 ed Celli

18.“THE FRACTURE-DISLOCATION OT THE FOREARM(MONTEGGIA AND ESSEX-LOPRESTI LESIONS) Chapter 11 in treatment of the elbow lesions pag 113-126 Springer 2007 ed Celli 19.“ELBOW STIFFNESS” Chapter 19 in treatment of the elbow lesions pag 185-210 Springer 2007 ed Celli

20.“TOTAL ELBOW ARTHROPLASTY IN ACUTE FRACTURE Chapter 23 in treatment of the elbow lesions pag 239-250 Springer 2007 ed Celli

21.“TRAUMATIC ISOLATED LESIONS OF MUSCULOCUTANEUS NERVE) Chapter 28 in treatment of the elbow lesions pag 299-304 Springer 2007 ed Celli

22.“THE USE OF PRE-CONTOURED PLATES IN THE TREATMENT OF C2-C3 FRACTURES OF THE DISTAL HUMERUS: CLINICAL EXPERIENCE” La Chirurgia degli Organi di Movimento Musculoskeletal surgery vol 91 N 2 2008 pag 57-64

23.LA PROTESI DI GOMITO NELLE FRATTURE META- EPIFISARIE”Aggiornamenti CIO 14 suppl 1 2008 S 165 pag 165-169

24.“S3 HAND INNOVATION PLATES IN THE TREATMENT OF PROXIMAL HUMERAL FRACTURES : OUR EXPERIENCE AND CASE REVIEW” Journal of Orthopaedics and Traumatology 10 suppl 1- 2009 pag S54

25.“THE USE OF PRE-CONTORED PLATES IN THE TREATMENTOF C2-C3 DISTAL HUMERUS FRACTURES” Journal of Orthopaedics and Traumatology 10 suppl 1-2009 pag S54

“ASEPTIC LOOSENING OF THE TOTAL ELBOW ARTHROPLASTY” GIOT 2009 SUPPL 1 Pag 112- 116

26. “THE REVISION SURGERY AFTER TOTAL ELBOW ARTHROPLATSY GIOT 2009 SUPPL 1 Pag 120-123 ”

News & Comunicazioni
Ricerca clinica sul trattamento della stenosi valvolare aortica severa mediante applicazione di tecnologia transcatetere

Dati generali del progetto

Titolo completo del progetto

Ricerca clinica sul trattamento della stenosi valvolare aortica severa mediante applicazione di tecnologia transcatetere Responsabile/Direttore di ricerca

Dott. Davide Gabbieri


Abstract del progetto

Il progetto TAVI è tra i primi risultati del percorso di unificazione tra Policlinico di Modena e Ospedale Civile di Baggiovara. Frutto della collaborazione tra professionisti, rappresenta una tappa fondamentale per la crescita della Cardiologia Modenese.

Il progetto TAVI (impianto valvolare aortico transcatetere) è una nuova prospettiva di trattamento per i pazienti più gravi che hanno controindicazione all’intervento chirurgico a cuore aperto in rapporto all’età o a condizioni concomitanti.

L’equipe integrata degli emodinamisti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena composta da professionisti della Cardiologia del Policlinico, diretta dal prof. Giuseppe Boriani, e della Cardiologia dell’Ospedale Civile di Baggiovara, diretta dal dottor Stefano Tondi, possono trattare questi pazienti molto delicati, eseguendo un impianto percutaneo di protesi valvolare per via femorale, mininvasivo, lavorando in team con altri specialisti (anestesisti, chirurghi vascolari) presso l’Hesperia Hospital, dove le procedure vengono eseguite dagli stessi cardiologi.

Dal gennaio 2012 al giugno 2017 nell’ambito del progetto sono state e seguite fatto 203 TAVI di cui 98 Transfemorale TF, 71 Transapicale TA, e 34 Transaortico TAO.

Il coinvolgimento nella fase Follow-up va considerata per singolo caso, ma è poi ripetuto nel tempo, e non vale per tutti i pazienti in cui è stata realizzata la fase di impianto: in altre parole il paziente X è stato impiantato (fase I), ma non ha mai fatto il follow-up da noi (fase F) perché vive lontano, invece il paziente Y è stato impiantato (fase I), e ha fatto più follow-up da noi (fase F). Gli episodi di Follow-up a 6 mesi sono stati 123, Follow-up a 1 anno 112, Follow-up a 2 anni 79, Follow-up a 3 anni 47, Follow-up a 4 anni 48, Follow-up a 5 anni 7, per un totale di 392 episodi di follow-up.

Il reparto di Cardiochirurgia dell'Ospedale Privato Accreditato Hesperia Hospital, situato a Modena in Via Arquà 80, ha come Responsabile il Dott. Italo Ghidoni.

Responsabile di Cardiochirurgia Sezione Cardiopatie Congenite e Chirurgia dello Scompenso Cardiaco è il Dott. Guglielmo Stefanelli.

L'unità, dotata di posti letti in reparto, in Terapia Intensiva e in Semi-Intensiva, si occupa della patologia cardiaca di pertinenza chirurgica utilizzando le tecniche più all'avanguardia. Negli ultimi anni l'attività si è attestata a livello di 1800 interventi cardiochirurgici per anno, in prevalenza By-pass aorto-coronarici (oltre 350/anno) utilizzando condotti arteriosi quali arterie mammarie e arteria radiale.

Il reparto è inoltre dotato di un Ambulatorio Divisionale per seguire il paziente dopo la dimissione e per l'attuazione del progetto di prevenzione delle patologie cardiovascolari. Fanno parte dell'equipe medica: Dr. Guglielmo Stefanelli (responsabile di Cardiochirurgia Sezione Cardiopatie Congenite e Chirurgia dello Scompenso Cardiaco), Dr. Davide Gabbieri (responsabile del Trattamento Transcatetere della Valvulopatia Aortica TAVI), Dr. Paolo Cimato, Dr. M. Longo, Dr. M. Pedulli, Dr. F. Pirro, Dr. M. Bacchini, Dr. L. Massarenti, Dr.ssa R. Santangelo, Dr.ssa F. Vaglio.

Bibliografia Scientifica

La qualità di vita dopo impianto transcatetere di valvola aortica: revisione e valutazione critica della letteratura

Team di ricerca
Cognome Nome Qualifica
GABBIERI Davide Cardiochirurgo
PISI Paolo Radiologo
D'ANNIBBALLE Giuseppe Cardiologo
LABIA Clorinda Cardiologo
CIMATO Paolo Cardiochirurgo
MELI Marco Anestesista
SANTANGELO Rosaria Specializzanda UniBO
CAMPISANO Barbara Cardiologo
AMATO Dario Tecnico di radiologia
GAGLIARDELLI Maurizio Tecnico di radiologia
BENELLI Cristiana Infermiere professionale
FRANCHINI Alessandra Infermiere professionale
ZANETTI Yuri Infermiere professionale
NINZOLI Cristina Infermiere professionale


CV del Direttore di ricerca

Dott. Davide Gabbieri

Data di Nascita: 21/06/1972

Laurea in Medicina e Chirurgia Presso l'Università di PARMA in data 13/04/1999 Specializzazione in Cardiochirurgia presso l'Università di BOLOGNA con voto 70/70 e Lode in data 16/11/2004

Primo operatore Dipartimento di Cardiochirurgia presso Hesperia Hospital.

Trattamento endovascolare dell’ostruzione venosa cronica mediante impianto di stenting

Dati generali del progetto

Titolo completo del progetto

Trattamento endovascolare dell’ostruzione venosa cronica mediante impianto di stenting

Responsabile/Direttore di ricerca

Prof. Marzia Lugli


Abstract del progetto

Trattamento endovascolare dell’ostruzione venosa cronica mediante impianto di stenting

L'insufficienza venosa cronica è costituita da un insieme di disturbi legati alla patologia del sistema venoso superficiale e profondo degli arti inferiori; è in costante aumento ed è correlata ad un basso livello di qualità di vita. Comporta elevati costi sociali e sanitari. Fino a non molto tempo fa considerata, per molti versi, non risolvibile e trattata solo con presidi palliativi, oggi grazie a nuove tecnologie è possibile migliorare la situazione ed in molti casi guarire il paziente.

Tra questi presidi emerge l'impianto di stents venosi, in grado di risolvere l'ostruzione delle grosse vene senza ricorrere ad interventi chirurgici complessi ed invasivi.

Hesperia Hospital ha la più ampia casistica d'Europa nell'impianto di stents venosi ed è il Centro europeo pilota per la chirurgia venosa profonda e tra i Centri mondiali raccomandati per l'insegnamento di tale chirurgia. Con l’impegno diretto del Direttore Generale di Hesperia Hospital, dott. Giovanni Battista Pisani, è stato dato un forte impulso alla ricerca ed all’innovazione, e per quanto riguarda in particolare la chirurgia venosa profonda le soluzioni sono all’avanguardia ed all’attenzione della medicina internazionale. Il prof. Oscar Maleti, Responsabile della Chirurgia Vascolare di Hesperia, presidente del Collegio italiano di Flebologia e vicepresidente dell'European Board of Phlebology, e la dott.ssa Marzia Lugli, Aiuto chirurgo corresponsabile della Chirurgia Vascolare di Hesperia e presidente del Board di ricerca dell'European Venus Forum stanno tenendo in questi giorni un corso di aggiornamento avanzato a quattro esperti internazionali del settore: dott. Mattias Andersson, svedese; dott. Vakhtang Kipiani, georgiano; dott. Aleander Kantarovsky, israeliano; dott. Leo Kai-Ming Chiu, di Hong Kong. I quattro chirurghi sono stati selezionati sulla base dei curricula e della domanda di interesse per il corso avanzato. Il prossimo corso dell’European Venus Forum si terrà all’Hesperia Hospital dal 16 al 18 ottobre.



Team di ricerca
Cognome Nome Qualifica
MALETI Oscar Chirurgo Vascolare
LUGLI Marzia Chirurgo Vascolare
COLLIVA Giuliano Chirurgo Vascolare
LONGHI Matteo Specializzando


CV del Direttore di ricerca

Marzia Lugli

Nata il 3/11/1964 a San Felice sul Panaro (Mo).

Laureata in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Modena con lode nel 1990, discutendo la tesi "La tecnica della safena in situ nella rivascolarizzazione dell'arto inferiore".

Chirurgo iscritto all'Ordine dei Medici di Modena e al Medical Council di Malta.

Assistente Chirurgo presso Hesperia Hospital dal settembre 1996 al settembre 2001. Aiuto chirurgo Corresponsabile della Sezione di Chirurgia Vascolare - Dipartimento di Cardiologia Medico-Chirurgica e Chirurgia Toraco-Vascolare di Hesperia Hospital Modena, (ospedale privato accreditato, certificato UNI EN ISO 9001-94) dal settembre 2001 ad oggi.

Ha esperienza di riconosciuta rilevanza nazionale nel trattamento degli aneurismi dell’aorta addominale con tecnica endovascolare e nel trattamento laser delle varici.

Elevata esperienza riconosciuta a livello internazionale nel trattamento endovascolare del sistema venoso profondo.

Autore di 60 Pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali di elevato I.F.

Reviewer per numerose riviste scientifiche internazionali.

Coautore di 9 testi e 67 filmati scientifici.

Relatore, Moderatore, Segretario Scientifico o Presidente in oltre 150 convegni e corsi nazionali ed internazionali.

Presidente del Comitato di Ricerca, Educazione e Pubblicazioni della Società Europea di Flebologia “European Venous Forum”.

Segretario Scientifico dell’Associazione Italiana di Chirurgia Venosa Ricostruttiva e Riparazione Tissutale

Corrispondente per l’estero nominato per il Collegio Italiano di Flebologia. » Membro del DVRS Club (Deep Venous Reconstructive Surgery – Club).

Membro dell'European Venous Forum Board.

Membro dell’”UIP Consensus on venous hemodynamic concepts 2013”

Membro di “Guidelines on Management of chronic disorders of the lower limbs 2013”

Membro della ISNVD Consensus Conference “Screening for chronic cerebrospinal venous insufficiency (CCSVI) using ultrasound”. Ferrara, 2011.

Membro della Società Francese di Angiologia

Già Professore a contratto di Fisiopatologia Circolatoria presso l'Università degli Studi di Pavia dal 2007 al 2010.

Già Medico interno presso l’Istituto di Patologia chirurgica dell’Università di Modena dal 1990 al 1996.

Ha eseguito come primo operatore oltre 5000 interventi di chirurgia vascolare riguardanti: Chirurgia arteriosa (aorta, tronchi sovraortici, arterie periferiche, tronchi digestivi);

Chirurgia Endovascolare (aorta, tronchi sovraortici, arterie periferiche, sistema Venoso profondo);

Chirurgia venosa (cava e sistema venoso profondo, sistema venoso superficiale e perforanti); Laser.

Trattamento endovascolare di aneurisma aorta addominale sottorenale mediante impianto di endoprotesi IVUS guidata

Dati generali del progetto

Titolo completo del progetto

Trattamento endovascolare di aneurisma aorta addominale sottorenale mediante impianto di endoprotesi IVUS guidata Responsabile/Direttore di ricerca

Prof. Marzia Lugli


Abstract del progetto

Il trattamento endovascolare dell’AAA è definito come il posizionamento imaging‐guidato di uno stent‐graft (endoprotesi) all’interno dell’aorta addominale nativa, assicurando il fissaggio del device alla parete prossimale e distale all’aneurisma, quindi eliminando la pressione all’interno della sacca aneurismatica.

Gli stent graft o endoprotesi per l’EVAR hanno tre componenti che consistono in (i) un sistema di rilascio per l’introduzione e posizionamento; (ii) uno stent metallico auto‐espandibile con un’alta forza radiale che fa da supporto all’endoprotesi e permette l’ancoraggio al vaso; e (iii) un tessuto protesico che esclude l’aneurisma e costituisce un nuovo condotto per il flusso sanguigno. Il successo dell’EVAR richiede zone di atterraggio prossimale e distale adatte ad un ancoraggio stabile e a sigillare completamente l’endoprotesi alla parete vascolare. I vari device hanno diversi sistemi di fissazione alla parete vascolare. I metodi di ancoraggio dell’endoprotesi al di sopra dell’AAA (ancoraggio prossimale) possono essere distinti in ancoraggio soprarenale e sottorenale.

Il device per l’ancoraggio soprarenale hanno una porzione di stent metallico non ricoperta che si estende prossimamente al di sopra della parte di endoprotesi ricoperta da tessuto, con quest’ultima posizionata immediatamente sotto l’arteria renale più caudale, così da ottenere la massima sovrapposizione tra l’endoprotesi ricoperta ed il colletto prossimale. Lo stent metallico non ricoperto si estende prossimamente, ancorando l’endoprotesi al tessuto vascolare adiacente e sopra le arterie renali: questo è stato proposto come ausilio di maggior efficacia per ottenere un ancoraggio prossimale in presenza di un’anatomia sfavorevole (ad es. colletto prossimale infrarenale corto, trombosi o calcificazione circonferenziale, marcata angolazione, configurazione conica del colletto). Poiché lo stent non è ricoperto da tessuto, le arterie mesenteriche e renali rimangono perfuse, sebbene vi siano tuttora preoccupazioni in merito al rischio potenziale di embolizzazione o di occlusione delle arterie renali o mesenterica superiore da parte dei componenti soprarenali.



Team di ricerca
Cognome Nome Qualifica
MALETI Oscar Chirurgo Vascolare
LUGLI Marzia Chirurgo Vascolare
COLLIVA Giuliano Chirurgo Vascolare
LONGHI Matteo Specializzando


CV del Direttore di ricerca

Marzia Lugli

Nata il 3/11/1964 a San Felice sul Panaro (Mo).

Laureata in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Modena con lode nel 1990, discutendo la tesi "La tecnica della safena in situ nella rivascolarizzazione dell'arto inferiore".

Chirurgo iscritto all'Ordine dei Medici di Modena e al Medical Council di Malta.

Assistente Chirurgo presso Hesperia Hospital dal settembre 1996 al settembre 2001. Aiuto chirurgo Corresponsabile della Sezione di Chirurgia Vascolare - Dipartimento di Cardiologia Medico-Chirurgica e Chirurgia Toraco-Vascolare di Hesperia Hospital Modena, (ospedale privato accreditato, certificato UNI EN ISO 9001-94) dal settembre 2001 ad oggi.

Ha esperienza di riconosciuta rilevanza nazionale nel trattamento degli aneurismi dell’aorta addominale con tecnica endovascolare e nel trattamento laser delle varici.

Elevata esperienza riconosciuta a livello internazionale nel trattamento endovascolare del sistema venoso profondo.

Autore di 60 Pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali di elevato I.F.

Reviewer per numerose riviste scientifiche internazionali.

Coautore di 9 testi e 67 filmati scientifici.

Relatore, Moderatore, Segretario Scientifico o Presidente in oltre 150 convegni e corsi nazionali ed internazionali.

Presidente del Comitato di Ricerca, Educazione e Pubblicazioni della Società Europea di Flebologia “European Venous Forum”.

Segretario Scientifico dell’Associazione Italiana di Chirurgia Venosa Ricostruttiva e Riparazione Tissutale

Corrispondente per l’estero nominato per il Collegio Italiano di Flebologia. » Membro del DVRS Club (Deep Venous Reconstructive Surgery – Club).

Membro dell'European Venous Forum Board.

Membro dell’”UIP Consensus on venous hemodynamic concepts 2013”

Membro di “Guidelines on Management of chronic disorders of the lower limbs 2013”

Membro della ISNVD Consensus Conference “Screening for chronic cerebrospinal venous insufficiency (CCSVI) using ultrasound”. Ferrara, 2011.

Membro della Società Francese di Angiologia

Già Professore a contratto di Fisiopatologia Circolatoria presso l'Università degli Studi di Pavia dal 2007 al 2010.

Già Medico interno presso l’Istituto di Patologia chirurgica dell’Università di Modena dal 1990 al 1996.

Ha eseguito come primo operatore oltre 5000 interventi di chirurgia vascolare riguardanti: Chirurgia arteriosa (aorta, tronchi sovraortici, arterie periferiche, tronchi digestivi);

Chirurgia Endovascolare (aorta, tronchi sovraortici, arterie periferiche, sistema Venoso profondo);

Chirurgia venosa (cava e sistema venoso profondo, sistema venoso superficiale e perforanti); Laser.

Trattamento delle valvulopatie cardiache con tecniche mini - invasive. Benefici clinici precoci e a distanza

Dati generali del progetto

Titolo completo del progetto

Trattamento delle valvulopatie cardiache con tecniche mini - invasive. Benefici clinici precoci e a distanza

Responsabile/Direttore di ricerca

Dott. Italo Ghidoni


Abstract del progetto

La chirurgia cardiaca mininvasiva (MIS o MICS) punta a impiantare una valvola duratura e sicura, riducendo al contempo il trauma chirurgico e la morbilità.

Nell’ultimo decennio la chirurgia mininvasiva per la sostituzione della valvola aortica ha avuto un’importante evoluzione. La maggior parte dei pazienti candidati a questo tipo di intervento può oggi contare su operazioni sicure ed efficaci.

Gli approcci mininvasivi sono due:

  • la sternotomia parziale superiore (ministernotomia): è la tecnica più comune, prevede incisioni cutanee più corte e consente di lasciare intatta una parte dello sterno.
  • la minitoracotomia anteriore destra: si accede tramite il secondo spazio intercostale.

La sostituzione valvolare aortica, per la cura della stenosi aortica e dell’insufficienza aortica, viene effettuata con intervento mininvasivo. La cardiochirurgia mininvasiva (MIS o MICS) punta a impiantare una valvola duratura e sicura, mantenendo la stessa qualità e sicurezza di un approccio tradizionale, e riducendo al contempo il trauma chirurgico, il dolore e le possibili complicanze legate all’intervento, con particolare attenzione a un recupero funzionale più rapido e a un miglior risultato estetico.

Nell’ultimo decennio la chirurgia mininvasiva per la sostituzione della valvola aortica ha avuto un’importante evoluzione. La maggior parte dei pazienti candidati a questo tipo di intervento può oggi contare su operazioni sicure ed efficaci.

Il progetto ha lo scopo di rilevare, sulla base delle visite periodiche di controllo svolte dai pazienti gli esiti immediati e a distanza delle tecniche miniinvasive con tecniche statistiche.



Team di ricerca
Cognome Nome Qualifica
GHIDONI Italo Cardiochirurgo
LONGO Massimo Cardiochirurgo
MASSARENTI Luca Cardiochirurgo
BENASSI Alberto Cardiologo/Radiologo
LABIA Clorinda Cardiologo
DAVOLIO Elisa Tecnico perfusionista
ALBONI Francesca Impiegato


CV del Direttore di ricerca

Italo Ghidoni

nato a Quattro Castella (Re) il 24 luglio 1956.

Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1982 presso l'Università di Modena,

Specialista in Chirurgia Toracica presso l'Università di Modena

Presso l'Università degli studi di Bologna ha conseguito la specializzazione in Cardioangiochirurgia

Dal 1982 al 1983 ha frequentato in qualità di “attachè” la Clinica Universitaria di Bordeaux (Francia), diretta dal Prof. Baudet

Dal 1985 al 1996 ha lavorato prima come Assistente e, successivamente, come Aiuto presso la Divisione di Cardiochirurgia degli Ospedali Riuniti di Bergamo, diretta dal Prof. L. Parenzan.

Ha svolto a Parigi nel Centro diretto dal Prof. Carpentier, un periodo di studio sulla valvola mitrale.

E’ professore a contratto nella Scuola di Specialità di Chirurgia Toracica presso l’Università di Ferrara.

E’ attualmente Direttore del Dipartimento di Cardiologia Medico Chirurgica e Toracico Vascolare e responsabile dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia presso l’Hesperia Hospital di Modena.

Ha al suo attivo 50 pubblicazioni scientifiche e 40 abstracts a convegni internazionali e nazionali.

E’ membro della Società Italiana di Chirurgia Cardiovascolare. Oggi è responsabile della Cardiochirurgia di Hesperia Hospital.

Ha eseguito oltre 5000 interventi come primo operatore, di cui oltre 1.100 plastiche riparative della valvola mitralica.

Durante la sua carriera ha seguito oltre 400 casi di rivascolarizzazione miocardica (by pass aorto-coronarico) operati con utilizzo di arteria mammaria bilaterale.

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