Dati generali del progetto

Titolo completo del progetto

Chirurgia open per la ricostruzione del reflusso venoso profondo

Responsabile/Direttore di ricerca

Prof. Oscar Maleti


Abstract del progetto

Quando un’insufficienza venosa cronica sia controllabile con interventi a carico del sistema venoso superficiale o correzione di perforanti associata a presidi fisici (calza elastica), la presenza di reflusso venoso profondo può essere tollerata. In determinati casi, tuttavia, sintomi importanti ed invalidanti possono suggerire un gesto chirurgico finalizzato alla correzione del reflusso profondo stesso.

L’importanza del reflusso venoso profondo nella genesi delle alterazioni del trofismo dell’arto era già nota a Linton nel 1931 che suggerì per correggerla la legatura della vena femorale, introducendo così il concetto che fosse preferibile un ostacolato deflusso rispetto al reflusso stesso.

Sulla stessa linea andò Bauer che nel 1955 suggerì la legatura della vena poplitea.

Viene spontaneo chiedersi quali fossero i risultati: ebbene, i pazienti non riportarono complicanze severe e anzi migliorarono, ma quasi tutte recidivarono per la formazione di collateralità a loro volta refluenti che rendevano inefficiente la legatura.

La nascita della chirurgia valvolare deve attendere tempi assai recenti; essa origina infatti ad opera di Kistner che nel 1968 eseguì la prima riparazione valvolare nell’uomo.

Si trattava di una insufficienza valvolare di tipo primitivo. L’intervento di valvuloplastica sec. Kistner, successivamente modificato da altri autori in dettagli di poco conto, resta ancora l’intervento comunemente eseguito per questo tipo di patologia.

Dopo avere identificato con ecocolordoppler e flebografia la sede di un nido valvolare ove sia presente una valvola non funzionante si effettua un intervento che prevede un accesso diretto alla valvola stessa attraverso una flebotomia. I lembi valvolari, solitamente prolassati, vengono sollevati e stirati verso l’alto, al fine di ridare loro una corretta morfologia ed una corretta funzionalità.

Si tratta di un intervento delicato per la delicatezza stessa della struttura che corregge e va condotto con molta cautela.

I risultati sono particolarmente incoraggianti e la guarigione di lesioni trofiche refrattarie avviene nella maggior parte dei casi.

L’intervento ricostruisce tuttavia una sola valvola all’interno dell’ asse venoso, per cui è necessario ugualmente adottare nel postoperatorio norme complementari (deambulazione, contenzione elastica, accorgimenti anti edema) per mantenere l’omeostasi dell’arto. Se l’intervento di Kistner è in grado di correggere un vizio valvolare congenito, lo stesso non è però applicabile nelle forme congenite di ipotrofia ed atrofia e nelle forme acquisite di tipo post trombotico. Per correggere queste forme, ed in particolare quelle di tipo post trombotico per la loro elevata frequenza, sono stati proposti due tipi di intervento: il primo ad opera di Kistner nel 1978, la transposizione femorale e l’altro ad opera di Taheri nel 1982, l’autotrapianto.

La transposizione è un intervento interessante che consiste nella sezione della vena femorale superfciale e nella anastomosi del moncone distale sulla vena femorale profonda o sulla safena a monte di una valvola continente.

Si tratta di un intervento affascinante e ben funzionante, che tuttavia, in oltre la metà dei pazienti, non può essere effettuato. Il motivo principale è costituito dal fatto che spesso la vena femorale profonda è anch’essa incontinente nel suo primo tratto e che la safena è o incontinente o spesso assente per pregressa asportazione.

Il trapianto valvolato proposto da Taheri consiste nel prelievo dal braccio di un tratto di vena ascellare che presenti una valvola continente e del suo successivo impianto con anastomosi termino-terminale in vena poplitea. E’ necessario accertarsi preventivamente che la vena ascellare contenga una valvola funzionante; tuttavia la discrepanza di calibro e la riluttanza del paziente ad accettare limitazioni all’arto superiore rendono questo intervento di rara applicazione.

Le ricerche per poter effettuare un gesto correttivo quando gli interventi già descritti non possono essere effettuati, hanno portato alla creazione di diverse tecniche, tra cui la riduzione di calibro della vena femorale, l’impianto di valvole criopreservate, l’impianto di valvole su stent.

I primi due metodi non hanno fornito risultati soddisfacenti mentre l’impianto di valvole su stent è ancora in fase di sperimentazione.

Parallelamente è stata proposta la ricostruzione di una neovalvola attraverso impianti di lembi valvolati autologhi (Durango, Raju) o creando un segmento invaginato (Jessup). Quest’ultimo è stato effettuato solo in via sperimentale ed il primo non ha avuto successiva applicazione clinica.

Sulla guida di questi tentativi è sorta la creazione di una neovalvola per dissezone parietale, intervento proposto dal Prof. Oscar Maleti e tuttora in fase di applicazione clinica.



Team di ricerca
Cognome Nome Qualifica
MALETI Oscar Chirurgo Vascolare
LUGLI Marzia Chirurgo Vascolare
COLLIVA Giuliano Chirurgo Vascolare
LONGHI Matteo Specializzando


CV del Direttore di ricerca

Oscar Maleti

Primario della sezione di Chirurgia Vascolare del Dipartimento Cardiovascolare di Hesperia Hospital, Modena dal 1996 ad oggi. Presidente del Comitato Scientifico di Hesperia Hospital Modena.

Direttore della linea di ricerca sulle Innovazioni biomedicali in Flebologia presso il Centro Interdipartimentale “Mathematics for Technology, Medicine & Biosciences” dell’Università degli Studi di Ferrara.

Assistente Universitario ed Aiuto chirurgo presso l’Istituto di Patologia Chirurgica dell’Università degli Studi di Modena dal 1979 al 1996.

Laurea in Medicina e Chirurgia con lode Specializzazione in Chirurgia Vascolare con lode Chirurgo vascolare in U.E. iscritto in Italia e Malta

Perfezionamenti post laurea presso:

  • Servizio di Chirurgia Vascolare St. Joseph Hospital di Parigi;
  • Servizio di Chirurgia Vascolare St. Joseph Hospital di Marsiglia;
  • Servizio di Chirurgia Vascolare Salpetriere Hospital di Parigi;
  • Servizio di Chirurgia Vascolare Broussais Hospital di Parigi;
  • Servizio di Chirurgia Vascolare Notre Dame Hospital di Parigi;
  • Servizio di Chirurgia Vascolare Hotel Dieu di Parigi;
  • Servizio di Chirurgia Vascolare Clinic Le Grand Large di Lione.

Professore di chirurgia del sistema venoso profondo

Diploma Universitario in Flebologia, Università Pierre et Marie Curie, Parigi.

Delegato dell’Università di San Marino nel Consiglio Direttivo del Centro Interuniversitario di Flebolinfologia

(CIFL) “International Research and Educational Program in Clinical and Experimental Biotechnology”.

Professore a contratto della Scuola di Specializzazione in Patologia Clinica presso l’Università degli Studi di Pavia

Professore del Master di II livello in “Emodinamica e chirurgia venosa avanzata" presso l’Università degli Studi di Ferrara.

Professore a contratto della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare presso l’Università degli Studi di Ferrara

Professore a contratto della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare presso l’Università degli Studi di Napoli

Professore a contratto della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare presso l’Università degli Studi di Modena.

Membro onorario della Società Francese di Flebologia

Vice-Presidente del Collegio Italiano di Flebologia

Tesoriere del Direttivo dell’European Venous Forum

Membro dell’ International Advisory Board dell’ UIP (Union International of Phlebology)

Membro dell’ Editorial Board di “Veins and Lymphatics” Corrispondente internazionale di “Angéiologie”

Fondatore del DVRS.CVI Club (Deep venous reconstructive surgery in chronic venous insufficiency)

Membro della Società Francese di Chirurgia Vascolare

Membro della Società Europea di Chirurgia Vascolar

Referee designato dal Ministero della Salute per la formazione continua in medicina (ECM) in ambito vascolare.


Pubblicazioni recenti

  • Dalsing M, Maleti O. Chronic Venous Insufficiency: Deep Vein Valve Reconstruction.
  • In: Rutherford’s Vascular Surgery. and Endovascular Therapy. 2017; 9 th Edition. Cap. 159
  • Maleti O, Lugli M, Perrin M. After Superficial Ablation for Superficial Reflux Associated with Primary Deep Axial Reflux, Can Variable Outcomes be Caused by Deep Venous Valve Anomalies? Eur J Vasc Endovasc Surg 2017; 53, 229-236
  • Perrin M, Maleti O, Lugli M. Traitement endovasculaire des varices des membres inférieurs. Techniques et résultats. EMC - Techniques chirurgicales - Chirurgie vasculaire 2016;1-26 [Article 43-161-C].
  • aleti O, Lugli M, Perrin M. Syndrome post-thrombotique. EMC - Angéiologie 2016;1-12 [Article 19-2040].
  • Maleti O, Lugli M, Perrin M. Syndrome post-thrombotique. Enciclopedie Medico-Chirurgicale - Cardiologie 2013;8(2):1-12 [Article 11-740-A-10].
  • Lugli M, Maleti O, Perrin M. Traitement endovasculaire des obstructions veineuses chroniques du membre inférieur. Enciclopedie Medico-Chirurgicale -Techniques chirurgicales - Chirurgie vasculaire 2012;7(4):1-11 [Article 43-164].
  • Maleti O., Lugli M., Perrin M. Chirurgie du reflux veineux profond. Encyclopédie Médico-Chirurgicale (Elsevier Masson SAS, Paris), Techniques chirurgicales - Chirurgie vasculaire, 43-163, 2009.
  • Maleti O, Perrin M. Reconstructive surgery for Deep Vein Reflux in the lower limbs: techniques, results and indications. Eur J Vasc Endovasc Surg 2011;41:837-48.
  • Lugli M, Guerzoni S, Garofalo M, Smedile G, Maleti O. Neovalve construction in deep venous incompetence. J Vasc Surg 2009;49:156-62 free article
  • O.Maleti, M.Lugli. Neovalve construction in posttrhombotic syndrome. J Vasc Surg 2006;43:794-9 free article