Dati generali del progetto

Titolo completo del progetto

Trattamento endovascolare di aneurisma aorta addominale sottorenale mediante impianto di endoprotesi IVUS guidata Responsabile/Direttore di ricerca

Prof. Marzia Lugli


Abstract del progetto

Il trattamento endovascolare dell’AAA è definito come il posizionamento imaging‐guidato di uno stent‐graft (endoprotesi) all’interno dell’aorta addominale nativa, assicurando il fissaggio del device alla parete prossimale e distale all’aneurisma, quindi eliminando la pressione all’interno della sacca aneurismatica.

Gli stent graft o endoprotesi per l’EVAR hanno tre componenti che consistono in (i) un sistema di rilascio per l’introduzione e posizionamento; (ii) uno stent metallico auto‐espandibile con un’alta forza radiale che fa da supporto all’endoprotesi e permette l’ancoraggio al vaso; e (iii) un tessuto protesico che esclude l’aneurisma e costituisce un nuovo condotto per il flusso sanguigno. Il successo dell’EVAR richiede zone di atterraggio prossimale e distale adatte ad un ancoraggio stabile e a sigillare completamente l’endoprotesi alla parete vascolare. I vari device hanno diversi sistemi di fissazione alla parete vascolare. I metodi di ancoraggio dell’endoprotesi al di sopra dell’AAA (ancoraggio prossimale) possono essere distinti in ancoraggio soprarenale e sottorenale.

Il device per l’ancoraggio soprarenale hanno una porzione di stent metallico non ricoperta che si estende prossimamente al di sopra della parte di endoprotesi ricoperta da tessuto, con quest’ultima posizionata immediatamente sotto l’arteria renale più caudale, così da ottenere la massima sovrapposizione tra l’endoprotesi ricoperta ed il colletto prossimale. Lo stent metallico non ricoperto si estende prossimamente, ancorando l’endoprotesi al tessuto vascolare adiacente e sopra le arterie renali: questo è stato proposto come ausilio di maggior efficacia per ottenere un ancoraggio prossimale in presenza di un’anatomia sfavorevole (ad es. colletto prossimale infrarenale corto, trombosi o calcificazione circonferenziale, marcata angolazione, configurazione conica del colletto). Poiché lo stent non è ricoperto da tessuto, le arterie mesenteriche e renali rimangono perfuse, sebbene vi siano tuttora preoccupazioni in merito al rischio potenziale di embolizzazione o di occlusione delle arterie renali o mesenterica superiore da parte dei componenti soprarenali.



Team di ricerca
Cognome Nome Qualifica
MALETI Oscar Chirurgo Vascolare
LUGLI Marzia Chirurgo Vascolare
COLLIVA Giuliano Chirurgo Vascolare
LONGHI Matteo Specializzando


CV del Direttore di ricerca

Marzia Lugli

Nata il 3/11/1964 a San Felice sul Panaro (Mo).

Laureata in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Modena con lode nel 1990, discutendo la tesi "La tecnica della safena in situ nella rivascolarizzazione dell'arto inferiore".

Chirurgo iscritto all'Ordine dei Medici di Modena e al Medical Council di Malta.

Assistente Chirurgo presso Hesperia Hospital dal settembre 1996 al settembre 2001. Aiuto chirurgo Corresponsabile della Sezione di Chirurgia Vascolare - Dipartimento di Cardiologia Medico-Chirurgica e Chirurgia Toraco-Vascolare di Hesperia Hospital Modena, (ospedale privato accreditato, certificato UNI EN ISO 9001-94) dal settembre 2001 ad oggi.

Ha esperienza di riconosciuta rilevanza nazionale nel trattamento degli aneurismi dell’aorta addominale con tecnica endovascolare e nel trattamento laser delle varici.

Elevata esperienza riconosciuta a livello internazionale nel trattamento endovascolare del sistema venoso profondo.

Autore di 60 Pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali di elevato I.F.

Reviewer per numerose riviste scientifiche internazionali.

Coautore di 9 testi e 67 filmati scientifici.

Relatore, Moderatore, Segretario Scientifico o Presidente in oltre 150 convegni e corsi nazionali ed internazionali.

Presidente del Comitato di Ricerca, Educazione e Pubblicazioni della Società Europea di Flebologia “European Venous Forum”.

Segretario Scientifico dell’Associazione Italiana di Chirurgia Venosa Ricostruttiva e Riparazione Tissutale

Corrispondente per l’estero nominato per il Collegio Italiano di Flebologia. » Membro del DVRS Club (Deep Venous Reconstructive Surgery – Club).

Membro dell'European Venous Forum Board.

Membro dell’”UIP Consensus on venous hemodynamic concepts 2013”

Membro di “Guidelines on Management of chronic disorders of the lower limbs 2013”

Membro della ISNVD Consensus Conference “Screening for chronic cerebrospinal venous insufficiency (CCSVI) using ultrasound”. Ferrara, 2011.

Membro della Società Francese di Angiologia

Già Professore a contratto di Fisiopatologia Circolatoria presso l'Università degli Studi di Pavia dal 2007 al 2010.

Già Medico interno presso l’Istituto di Patologia chirurgica dell’Università di Modena dal 1990 al 1996.

Ha eseguito come primo operatore oltre 5000 interventi di chirurgia vascolare riguardanti: Chirurgia arteriosa (aorta, tronchi sovraortici, arterie periferiche, tronchi digestivi);

Chirurgia Endovascolare (aorta, tronchi sovraortici, arterie periferiche, sistema Venoso profondo);

Chirurgia venosa (cava e sistema venoso profondo, sistema venoso superficiale e perforanti); Laser.